Quanta superficialità su privacy e dati personali

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Ma quando pubblichiamo i nostri dati su internet siamo consapevoli o no, che in quel momento ci stiamo privando di una parte della nostra intimità? E’ come togliersi i vestiti di dosso un pò per volta, dinanzi a tanti curiosi, a persone che ci vogliono bene ma anche a coloro che potrebbero farci del male. Un simile gesto compiuto nella vita reale sarebbe

tutelato dal normale procedere del dimenticatoio, diversamente, nella vita virtuale è molto elevata la probabilità che ne resti traccia indelebile.
Ormai il digitale e gli strumenti tecnologici ci offrono la possibilità di diffondere testi, gusti personali e foto ritraenti qualsiasi istante della nostra vita, liberandoci dal freno inibitorio imposto dal nostro cervello quando si è immersi nella vita reale.

Ma, allora, come è possibile che in tanti insistono con l’avere un approccio superficiale, nonostante i ripetuti e molteplici inviti a tutelare la riservatezza. La Privacy, questa (s)conosciuta, è appunto il diritto alla riservatezza della propria vita privata, formulata la prima volta nel 1980 dal giurista statunitense Louis Brandeis e Samuel Warren. Non è casuale il fatto che Brandeis si sia ispirato ad un’opera di Ralph Waldo Emerson, il grande filosofo statunitense, che proponeva la solitudine come criterio e fonte di libertà. Effettivamente, con la solitudine sarebbe immediato il ripristino  dello status di segretezza per molti dei nostri dati sensibili, con la conseguenza di un allontanamento dai ritmi frenetici imposti dai social media.

Troppa drasticità, forse. Fortunatamente i fornitori di servizi digitali stanno contribuendo alla risoluzione di queste problematiche, recependo idee e suggerimenti provenienti dagli stessi utilizzatori, implementando strumenti sempre nuovi che consentono la personalizzazione dettagliata della propria privacy. Quindi, le persone molto riservate potranno rimanere nell’ombra, mentre coloro che amano le luci della ribalta potranno continuare liberamente a pubblicare tutto ciò che vogliono della loro vita. A patto che sia questo ciò che vogliono o sempre che qualcuno li abbia informati di quanto stanno facendo della propria intimità.

 

 

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