E giunse il giorno che il computer venne scambiato per essere umano

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Potrebbe essere il titolo di un racconto per ragazzi, ma in realtà siamo dinanzi ad un evento accaduto in questi giorni, che rappresenta una fase importante nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Pare che un software sia stato scambiato per essere umano da oltre il 30 per cento degli individui che gli ponevano domande.

L’algoritmo, scritto da due programmatori (uno russo ed uno ucraino) a San Pietroburgo, è stato tarato sulla simulazione di un ragazzo ucraino di 13 anni, di nome Eugene Goostman.
Per raggiungere questo risultato i due sviluppatori ci hanno impiegato tredici anni di lavoro, con l’obiettivo di sviluppare un software con una personalità quanto più possibilmente umana; inoltre, la scelta di simulare un ragazzino ucraino, con un inglese non proprio corretto ha agevolato la buona riuscita del progetto.

L’eccezionalità sta ne fatto che il software installato su un computer è stato il primo, nella storia dell’informatica, ad aver superato il test di Turing. Diverse persone in una giuria indipendente hanno fatto cinque minuti di conversazione in chat, senza limiti di argomenti, con molteplici computer e persone, senza sapere se il proprio interlocutore fosse umano o no.
A conclusione dello scambio di battute avrebbero dovuto stabilire la generalità; ebbene, il 33% di loro ha scambiato Eugene per un utente in carne e ossa: un numero abbastanza alto per superare il test di Turing (con soglia fissata al 30 per cento).

«Stiamo assistendo ad una pietra miliare nella scienza» è stato il commento di Kevin Warwick, docente all’Università di Reading che ha organizzato l’evento in questione.
Ma è anche vero che esistono già delle intelligenze artificiali in grado di aiutare i medici nelle diagnosi e nella scelta delle terapie nei più avanzati ospedali al mondo. Oppure è possibile provare a chattare con un computer che finge di essere un umano, sul web con i “chatbot” quali Cleverbot o l’italiano Tobby Chat Bot.

Concludendo, quanto accaduto, se fosse confermato e migliorato, potrebbe contribuire a porre le basi per la nascita di intelligenze artificiali che siano sempre più indistinguibili dagli esseri umani, con compiti sofisticati e utili per la società.

 

2 pensieri riguardo “E giunse il giorno che il computer venne scambiato per essere umano

  • 11 giugno 2014 in 08:15
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    L’IA questa sconosciuta che incute tanta paura

     
    Risposta
    • 14 giugno 2014 in 11:33
      Permalink

      Ciao Andrea, anche per l’intelligenza artificiale vi è competizione a chi arriva prima nel mettersi in mostra. In questi giorni si rincorrono voci tra favorevoli e contestatori di questa notizia: insomma siamo alle solite, documentata una ricerca c’è sempre qualcuno che dice di aver fatto la scoperta per primo

       
      Risposta

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